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Prezzo di Certificazione Impianto Elettrico

Quanto costa un lavoro di Certificazione Impianto Elettrico?

Il prezzo medio è di

506 €
Da 130 € Prezzo più basso per la categoria: certificazione impianto elettrico
Fino 1.575 € Prezzo massimo indicatoci dai professionisti per i lavori di certificazione impianto elettrico

Questi prezzi sono approssimativi e possono variare in funzione di fattori come la qualità dei materiali, la durata del lavoro, le dimensioni...

Per ottenere un preventivo personalizzato:

In questa guida

Differenti tipologie di impianti elettrici domestici

Impianto di riscaldamento a pavimento

Impianto di riscaldamento a pavimento

Una delle più recenti ed innovative pratiche di riscaldamento domestico è l’irradiazione del calore dalla pavimentazione. Il sistema si compone di pannelli, reti o materassini riscaldanti posti tra uno strato collante ed uno isolante, posti appena al di sotto del rivestimento e percorsi da un filo elettrico a doppio isolamento, collegato alla rete elettrica domestica. L’impianto è collegato ad un termostato centrale, dal quale è possibile controllare temperatura e timer orario. Lo stesso impianto elettrico può essere utilizzato per la refrigerazione degli ambienti domestici.

Impianto elettrico a parete

Impianto elettrico a parete

L’impianto elettrico canonico, consente accensione e spegnimento (della luce, o l’allacciamento degli elettrodomestici in casa, etc) mediante interruttori e prese elettriche a parete: i primi sono posizionati a 110 cm dal pavimento, le seconde a 30 cm. Le portate dei circuiti di un impianto elettrico con certificazione per per una normale abitazione sono tre: 16 ampere per le prese, 10 ampere per le luci e i circuiti di alimentazione, 12 V per i circuiti di chiamata (come l’allarme sonoro in bagno).

Riscaldamento a battiscopa

Riscaldamento a battiscopa

Innovativa alternativa ai sistemi di riscaldamento radianti – come i termosifoni – sono i riscaldamenti a battiscopa. Il suo funzionamento si basa sull’applicazione dell’impianto all’interno del battiscopa nelle pareti perimetrali domestiche. Uno o più tubi di materiale conduttivo (ad esempio il rame), un sistema di mandata ad acqua calda e un impianto di ritorno contenente acqua fredda, sono le componenti principali del circuito. Il sistema sfrutta il principio fisico secondo cui l’aria fredda tende a salire verso l’alto, nell’atmosfera, riuscendo, grazie al calore irradiato dai tubi, a riscaldarsi in modo molto veloce. L’aria calda fuoriesce quindi dalle fessure preposte nel battiscopa, riscaldando le pareti e la regione di pavimento circostante.

Informazione utile
  • ll prezzo medio nazionale per il rilascio di un Certificato di Conformità per gli impianti elettrici è di:

    • 45€/mq per le abitazioni
    • 110€/mq per negozi, edifici industriali, artigianali e commerciali
  • 1 - 2 settimane
  • Difficoltà: Media

Consigli per la certificazione dell'impianto elettrico

Cos'è il certificato di conformità degli impianti elettrici?

Il certificato di conformità degli impianti elettrici (DiCo) è un documento che attesta la conformità degli impianti elettrici di abitazioni private e aziende, secondo quanto stabilito dal Decreto ministeriale 37/2008, evoluzione della Legge 46/90.
Il certificato di conformità viene rilasciato obbligatoriamente dall’impresa che installa l’impianto elettrico presso un nuovo edificio o che provvede a modificarlo in fabbricati preesistenti.
Il certificato di conformità è obbligatorio per tutti i tipi di immobili, siano essi civili o non, e per tutte le tipologie di impianto: elettrico, di protezione dalle scariche atmosferiche, di automazione di porte e cancelli, radiotelevisivo, di riscaldamento/condizionamento/climatizzazione, idro-sanitario, gas,di protezione antincendio, di sollevamento (ascensori interni ed esterni, montacarichi, scale mobili, etc).

Qual è la procedura per il rilascio del Certificato di conformità degli impianti elettrici?

La certificazione per impianto elettrico a norma va redatta in triplice copia: una per il proprietario, una una per il committente, una da consegnare allo Sportello Unico dell’Edilizia del Comune.

Il documento si presenta sottoforma di modello standard pubblicato con il Decreto Legislativo del 19 maggio 2010. La sua compilazione prevede l'inserimento di alcuni dati relativi a:

  • le credenziali del tecnico incaricato dell’installazione e i dati della sua registrazione presso la Camera di Commercio
  • i dati del proprietario dell’abitazione o dell’azienda interessata
  • l’ubicazione del sistema installato
  • i materiali usati
  • lo schema dell'impianto
  • la tipologia di impianto
  • le normative vigenti in materia

In quali altri ambiti il DiCo diventa imprescindibile
Oltre ad attestare la corretta esecuzione della messa in opera, il DiCo è obbligatorio per l’adempimento di alcune pratiche burocratiche, come ad esempio la richiesta di certificato di agibilità di un’immobile, il nulla osta sanitario per le attività commerciali, o il Certificato di Prevenzione Incendi.

Quando il DiCo non è obbligatorio

La certificazione per impianto elettrico esistente non è obbligatoria se l’installazione è avvenuta tra l’entrata in vigore della normativa del 2008 e la legge 46/90 del 1990.

Se il certificato rilasciato all’epoca non è disponibile, è sufficiente sostituirlo con una dichiarazione di rispondenza (DiRi), ovvero una descrizione dell’installazione eseguita da un tecnico abilitato.

Gli impianti elettrici realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge 46/90 (13 marzo 1990) sono invece ritenuti a norma se provvisti di protezione contro contatti diretti o con interruttore differenziale, sezionamento e protezione contro sovraccorenti posti all’origine dell’impianto.

Quanto costa il certificato di conformità degli impianti elettrici?

Il prezzo da versare per il rilascio di una Certificazione di conformità dell'impianto elettrico ha chiaramente a che fare con il tipo di lavoro svolto e con la metratura della struttura su cui si estende l'impianto.Volendo fare un esempio:

  • per un’abitazione privata di circa 100 mq, il costo del solo DiCo oscilla fra i 300€ e i 400
  • per la stessa casa, se per ottenere il DiCo sarà necessario effettuare dei lavori di adattamento, la cifra sale anche a 600€

Come deve essere elaborata una certificazione a norma?

Domande frequenti sulla certificazione dell'impianto elettrico

A cosa serve la certificazione dell'impianto elettrico?

Il certificato di conformità degli impianti elettrici (DiCo) è un documento che attesta la conformità degli impianti elettrici di abitazioni private e aziende, secondo quanto stabilito dal Decreto ministeriale 37/2008, evoluzione della Legge 46/90.

Chi puó rilasciare la certificazione?

La legge prevede che sia l’installatore dell’impianto a rilasciare la dichiarazione di conformità. Tuttavia, nel caso in cui l’impianto sia anteriore alla legge che ha imposto la certificazione, oppure, per diversi motivi, non si possegga materialmente il certificato, è possibile chiamare un tecnico abilitato che rediga la dichiarazione di rispondenza.

Qual è la prassi burocratica per ricevere la certificazione?

Il tecnico che esegue la dichiarazione di conformità delle installazioni elettriche deve produrne tre copie: una all’utilizzatore dell’impianto, un’altra al committente, la terza copia viene consegnata dallo stesso installatore allo sportello dell’edilizia del Comune in cui si trova l’impianto.

Che cos'è la Dichiarazione di rispondenza (DiRi) e quando viene rilasciata?

La Dichiarazione di rispondenza (DiRi) è una certificazione sostitutiva degli impianti che viene rilasciata quando non è presente la dichiarazione di conformità, sia perché è stata smarrita, sia perché la costruzione dell’impianto è avvenuta prima dell’emanazione della legge che impone il certificato.

In quali casi si può ricorrere a un'autocertificazione?

In alcuni casi, tassativamente previsti dalla legge, il privato può produrre un’autocertificazione con la quale attesta la funzionalità dell’impianto.

Che differenze ci sono tra DiCo e DiRi?

Quando l'impianto elettrico è a norma e quali sono le sanzioni per la mancanza di certificazione?

I decreti

La dichiarazione di conformità delle installazioni elettriche è stata disciplinata per la prima volta dalla Legge n. 46 del 1990, che è stata poi modificata da alcune norme, come il DM n. 37 del gennaio 2008.

Il Decreto del Maggio 2010 ha emendato quello del 2008 modificandone alcune parti riguardanti le attività di installazione. Tale D.M. stabilisce i criteri di definizione di ogni termine e stabilisce anche le figure professionali abilitate e i relativi corsi di studio nonché attestati professionali ritenuti requisiti indispensabili alla progettazione e messa in opera degli impianti.

Quando un impianto elettrico è a norma

Il DM stabilisce ancora che un impianto elettrico realizzato a norma deve avere:

  • un interruttore differenziale a almeno 2 unità per garantire la continuità dell’energia a due linee
  • un interruttore generale di emergenza
  • un sistema di messa a terra
  • un salvavita

Le parti dell’impianto devono essere isolate. Le prese di corrente devono essere adeguate all’impianto e sopportare il carico degli apparecchi elettrici che vi si attaccheranno. Sono obbligatorie anche le luci di emergenza e sicurezza, predisposte a intervenire in caso di un’interruzione nella fornitura di energia elettrica.

Sanzioni

L’impresa che installa gli impianti elettrici deve rilasciare obbligatoriamente il certificato di conformità. In caso contrario, potrà essere assoggettata a pensanti sanzioni amministrative, che prevedono un’ammenda da 100€ a 1000€

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